Il progetto

Youth Empowerment Academy è lo spazio fisico ed ideale in cui i giovani  hanno la possibilità di sviluppare la propria crescita individuale e collettiva e coltivare se stessi a beneficio di tutti, divertendosi, imparando e coltivando i propri sogni e talenti.

 

La scelta dell'”Accademia” è quella di puntare sull’efficacia dei riscatti giovanili per la contaminazione positiva delle comunità adulte: il progresso tangibile dei figli porta le famiglie a collaborare coi progetti, a collaborare tra loro, a restituire alla comunità allargata quanto ancora possibile. Il primo guadagno è il recupero di dignità, che accresce la disponibilità alla collaborazione sociale e l’impegno diretto a riscattarsi dalle difficoltà.

Culture diverse, luoghi diversi, esperienze diverse, ma che insieme portano Y.E.A. ad essere il luogo perfetto per puntare sulla crescita e l’evoluzione interiore. Oltre alla relazione tra diversi, la scommessa in questo momento si gioca soprattutto sull’universo della comunicazione e dei nuovi linguaggi.
Insomma, si tratta di fare cultura, partendo dalle pratiche di base (compreso lo sport e l’aggregazione territoriale) e dai cantieri creativi, dove dare ai ragazzi il ruolo di protagonisti, ma con strumenti adeguati e percorsi di supporto.

 

Y.E.A. ha un’apertura trasversale, rivolgendosi alla ampia fascia di età compresa tra la prima adolescenza e l’entrata nel mondo produttivo, con azioni ovviamente diversificate per le diverse fasce anagrafiche, ma con la convinzione che si tratti proprio di far collaborare soggetti diversi per realizzare molto rapidamente delle “imprese”, aprendo da subito un percorso potenzialmente “completo”.

Per raggiungere davvero i minori, soprattutto se in situazioni di marginalità, bisogna però garantire loro la possibilità di fare esperienze concrete, dalle quali partire per successivi sviluppi in ambito formativo, lavorativo eccetera. Esperienze che devono avere un profilo di elevata qualità, che faccia sentire i giovani protagonisti di un progetto condiviso di carattere non assistenziale ma realmente progressivo. L’esperienza insegna che il riscatto e l’inclusione funzionano solo se le proposte sono valide e attraenti per tutti: a prescindere dal censo, dagli usi, dal domicilio.

Non bastano interventi assistenziali di integrazione.

 

Serve una Youth Empowerment Academy dove le diversità siano stimoli davvero per tutti.

Come succederebbe in un campus statunitense, o in università europea zeppa di studenti in Erasmus, o in un centro di ricerca di livello internazionale. Y.E.A. non si limita a coinvolgere soggetti marginali in quanto tali e scommette invece sulla straordinaria capacità dei giovani di dare il meglio (il loro meglio, ovviamente) quando sono messi in condizione di farlo.


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