Milano si è schierata

Il 1° febbraio 2019 YEA ha contribuito a un importante evento di civiltà, nel nome della libera informazione, del diritto alla verità, della possibilità di un futuro aperto, del dovere alla verità di fronte a qualsiasi ragione di opportunità.

Nel ricordo impegnato di un giovane molto in gamba come Giulio Regeni, il cui ruolo e memoria necessitano di una protezione attiva, capace di togliere i troppi veli stesi sulla vicenda e di restituire alla vittima e a tutti i ragazzi il diritto a prendere la parola e la guida del presente.

Lottare per il diritto/dovere alla verità sul caso Regeni significa salvaguardare la dignità e la civiltà di tutti. Per questo alla Fabbrica del Vapore si sono schierate personalità di spessore e valore, attive nei vari campi della cultura, della politica, dell’informazione.

 

Moni Ovadia per esempio ha auspicato che l’Europa parli con la sua voce per ritornare alle radici del senso primo delle cose, dei significati. È una questione di civiltà garantire la sacralità inviolabile della vita umana, la Verità e Giustizia siano per tutti noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo l’incontro alla Fabbrica del Vapore, il sindaco di Milano Beppe Sala ha sentito ancora il bisogno di spiegare lo schieramento suo e della sua città:

Prima di Natale ho sentito al telefono i genitori di Giulio Regeni. Li ho invitati a venire a Milano e ieri sera erano qui per un evento molto partecipato. Confesso che avevo letto molto di Giulio e mi sembrava di aver capito molto. Eppure…eppure il loro racconto mi ha stordito, letteralmente. E ho pensato che lo striscione esposto a Palazzo Marino e la mia solidarietà personale non potevano bastare. Per cui prenderò due iniziative. Prima di tutto chiamerò i miei colleghi Sindaci per continuare nella lotta per la verità su Giulio, firmando un appello. E poi farò di tutto perché i candidati della mia parte politica alle elezioni europee si impegnino, qualora eletti, ad attivarsi a Bruxelles. Invito comunque tutti a informarsi a fondo su questa incredibile storia e a non arrendersi al fatto che non avremo una vera, semplice verità. Lo dobbiamo alla memoria di Giulio, ai suoi genitori, a tutti i giovani italiani


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